LA MADONNA DEL LATTE

Trino è un paese ricco di storia e fascino, sarebbe bello che chi ci abita provasse, un giorno, a fingere di essere un turista. Sicuramente rimarrebbe stupito e ammirato, acquisendo maggiore consapevolezza di quanto sia prezioso questo paese sottovalutato.

Artisti di peso hanno lasciato numerose opere d’arte di una certa rilevanza e oggi mi piacerebbe descriverne una: il trittico di Gerolamo (o Girolamo) Giovenone, databile con tutta probabilità intorno al 1510-1513 (sebbene alcuni studiosi lo datino al 1516), conosciuto come “Madonna del latte tra i SS. Domenico e Lorenzo” o “Trittico Raspa”.

Il dipinto raffigura l’Immacolata Concezione, San Domenico con donatore e San Lorenzo con donatrice. È un dipinto tempera su tavola (210 X 206 cm). Ha un impianto semplice e risente dell’influenza tardo gotica della pittura piemontese del XVI secolo, lo sfondo non ha paesaggio.

Nel pannello centrale la Madonna è circondata da una mandorla (detta anche vescica piscis, si tratta di un simbolo dalla forma ogivale; per il Cristianesimo è un riferimento a Cristo o, più avanti nel tempo, alla stessa Madonna. Ha una doppia valenza: alludendo al frutto della mandorla, è considerata un chiaro simbolo di Vita; può anche significare, essendo la mandorla l’intersezione di due cerchi, la comunicazione fra due mondi, quello materiale e quello spirituale). La Vergine sta ascendendo in cielo circondata dai serafini.La balaustra orizzontale su cui cade un drappo nei pannelli laterali, dona risalto alle figure, con un effetto tridimensionale. Il committente, Ludovico Raspa, è raffigurato nel pannello di sinistra, intento ad essere presentato a Maria da San Domenico con in mano un giglio, simbolo di integrità morale. Porge a Raspa un libro di preghiere. Nel pannello di destra, si può osservare la moglie di Raspa, a sua volta presentata alla Vergine da San Lorenzo. La donna è visibilmente più giovane del marito.

Gerolamo Giovenone ha dipinto l’opera intorno ai 25 anni di età ma, nonostante la scelta di raffigurare i committenti di profilo, tipica del secolo precedente, si dimostra un valente ritrattista che è stato in grado di soddisfare clienti molto esigenti. Il nome, ma soprattutto lo stile di Giovenone, è legato a quello di artisti influenti nel Piemonte Occidentale come Gaudenzio Ferrari e Bernardino Lanino.

Di Priscilla Ferrarotti 

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