LASCIO IL POSTO FISSO, RICOMINCIO DA ME

Alla ricerca di un imprevisto che tenga vivo l’entusiasmo

In questa Italia che arranca, dove il lavoro scarseggia e i contratti proposti sono quasi sempre a termine, colpisce la decisione di Jennifer Pronzati di lasciare il suo “posto fisso” per mettersi in proprio.

Jenny! Sono scioccata, ma questo è un problema mio: probabilmente sto invecchiando e diventando sempre meno spavalda. Tu invece, hai preso il volo! Una decisione importante, ci avrai pensato a lungo, o no?

15 giorni, il tempo di informarmi sulle questioni burocratiche! Beh in realtà erano anni che sentivo che questo lavoro iniziava a starmi stretto, la mia vita era incasellata: sveglia la mattina, giro col cane, ufficio, pausa pranzo, riposino, ufficio, cena… sempre alla stessa ora, ogni giorno. Sara, mi mancava l’imprevisto!

L’imprevisto?

Ma si, sai.. era tutto calmo, tutto in ordine, tutto piatto, giorno dopo giorno: avevo bisogno del “pepe al culo”! Quell’energia che ti senti dentro per le novità, perché hai voglia di crescere, perché è importante mettere davanti la propria persona, gestire il proprio tempo, prendere in mano la propria vita.

Un fervore, quello di cui parli, che forse si era sopito..

Si, si.. non era più il lavoro per me, per come sono fatta io, eh. Il problema non era solo il condurre “vita d’ufficio” ma la tipologia di lavoro di per sé, che, col passare del tempo, ha iniziato a soffocarmi: mi mancavano stimoli per una crescita personale, professionale, gratificazioni, soddisfazioni.. 

Hai lasciato un posto di lavoro (passami il termine) “comodo”: a Trino, orario d’ufficio, ferie pagate, per lanciarti nel mirabolante mondo delle p.iva occupandoti di pulizie, un lavoro “fisico”, un lavoro duro..

Un lavoro umile! Lo so. Sapevo che volevo trovare una nuova occupazione, partendo da zero, con pochi soldi e un titolo di studi non sfruttabile, ma sapevo anche che mi piace pulire, e lo faccio bene! Sai quante me ne dicono? Agli occhi della gente è come se fossi “scesa di livello”, ma perché? Perché prima andavo in ufficio con la piega fatta e le scarpe col tacco?  Secondo me non è così: ora sono padrona del mio tempo e delle mie scelte, magari farò fatica, magari andrà bene, magari andrà male, ma posso dirti una cosa: ora ho proprio voglia di andare a lavorare e sono contenta. 

Le colleghe? Che ne pensano?

Mi hanno incoraggiata.

E la mamma? Che ti ha detto?

Voleva spararmi! Era proprio arrabbiata, credo non mi abbia parlato per 3 giorni: – Ma cosa combini? Eri “a posto” per tutta la vita!-.

Ma no, non era il mio posto. 

Alla fine ha capito.

Grazie Jenny, sei grande.. in bocca al lupo per tutto!

di Sara Mulone

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