ODE AL BOSCO

Il bosco di Trino e i suoi sentieri

Il bosco io lo conosco

conosco i suoi sentieri,

i suoi pensieri.

Lui porta i capelli lunghi

e sotto ci sono i funghi,

ci sono i funghi.

La la la la la…

Oh, quanto è caro il nostro amato bosco.

Sospetto che chiunque a Trino in queste lunghe settimane di lockdown abbia sognato a occhi aperti di essere fra gli alberi nuovamente rigogliosi, lietamente infastidito da qualche insetto, a rimirar la selvaggia natura in santa pace.

Il Bosco delle Sorti della Partecipanza, residuo delle grandi foreste che molti secoli or sono ricoprivano la Pianura Padana, riveste un ruolo di primo piano nella vita dei trinesi. Sono sicuro che ognuno di noi abbia un qualche legame speciale con la piccola isola boschiva: il profumo dei mughetti appena colti, il sapore inconfondibile dei funghi trovati dai nostri nonni, lo sguardo attonito della prima volta dinnanzi alla Crocetta, etc… sono esperienze comuni per tutti noi.

Non posso affermare di conoscere esattamente ogni suo sentiero, ma posso certo dire che una parte del bosco è dentro di me e soprattutto quando abitavo a Torino fra catrame e palazzoni, la mia mente si estraniava sovente dalla routine metropolitana e mi faceva piombare nel bel mezzo delle vecchie piante del parco naturale. Potevo percepire il ronzio delle api, il tamburellare frenetico e nervoso dei picchi e quegli strani fruscii indecifrabili che ti suggestionano e fanno accapponare la pelle.

Il mio legame personale con il Bosco risale fin a quando ero un innocente bimbetto che accompagnava il suo papà nelle passeggiate in cerca di qualche fossile da collezionare, prosegue con le numerose gite e i Giochi della Gioventù durante gli anni delle elementari, per poi passare alle varie escursioni in bicicletta con i miei amici fino al Rifugio dei Cacciatori e ai vicini “19 ponti” ai tempi delle medie. Più recentemente, sporadiche visite in solitaria cercando di trarre linfa e forza per perseguire i miei obiettivi quotidiani, chiedendo aiuto al legame ancestrale che nutro nei confronti della mia terra.

Ogni stagione è una canzone

ogni uccello là nel bosco

ha un fratello.

Ogni momento tu nel bosco

ogni momento tu nel bosco

sei contento.

Vallo a trovare bambino

Lui ti sta ad aspettar,

Vallo a trovare bambino

Lui ti sta ad aspettar…

Un ricordo in particolare però albergava nella mia mente da tanto, troppo tempo. Uno di quei ricordi parziali, celati dalla polvere del tempo, ma che spesso inconsciamente mi impegnava i neuroni per cercare di riportarlo alla luce. Una dolce musichetta, un ritornello cantato con l’innocente voce di una moltitudine di bambini allegri e spensierati, che faceva da sottofondo a un lavoro realizzato una ventina di anni fa con le maestre delle elementari.. Spesso questa canzoncina partiva automaticamente nella mia testa, ma ricordavo a malapena le prime frasi. In questi giorni finalmente mi sono deciso a prendere il cosiddetto toro per le corna e a provare a scoprire il testo intero.
Dopo una non facile ricerca, sono riuscito a rivolgermi alla persona giusta per recuperare i file delle nostre elaborazioni ai tempi della 5ˆ elementare. Oltre al testo, la cui emozione per averlo finalmente recuperato è ampliata dal fatto che è stato scritto dal mio prozio Angelo Varvelli, è possibile persino ascoltare la registrazione originale musicata dal maestro Fiorenzo e cantata dai suoi piccoli alunni.

Finalmente, il coronamento di una ricerca che mi ha portato indietro di vent’anni!

Ognuno di noi porta nel cuore un proprio luogo speciale, non solo fisico ma anche spirituale, in cui rifugiarsi per stare con se stessi e dare sfogo ai propri pensieri. Penso che per molti di noi Trinesi, il bosco sia uno di questi posti mistici. Per chi invece è solo una fetta di natura in cui passare qualche ora di libertà, sono sicuro che capisca quanto è fortunato a poter visitare uno spicchio così pregno di storia, da secoli legato a doppio filo con la comunità trinese; basti pensare a quante persone hanno potuto scaldare le proprie stanche ossa in passato (e in alcuni casi, tuttora) grazie al calore ottenuto della legna dei propri “quartaroli”.

La prossima volta che andrete nel bosco per fare una passeggiata, provate a farvi trasportare metaforicamente nei suoi sentieri e a godere del contatto con questa finestra di verde indomito. Soprattutto, portate sempre il dovuto rispetto alla sempre più rara natura ancora incontaminata.

PS: ringrazio la maestra Rita Tavano per avermi prestato il CD originale elaborato ai tempi delle Scuole Elementari da cui sono finalmente riuscito ad estrapolare la canzoncina citata nel testo, elaborata da una poesia dell’Angelo Varvelli. Ecco il testo intero:

Il bosco io lo conosco

conosco i suoi sentieri,

ci sono i funghi.

La la la la la…”

Nei suoi sentieri

Nascono le viole

e i desideri.

È fatto di natura,

da molti anni lui vive

in pianura.

Vallo a trovare bambino

lui ti sta ad aspettar,

vallo a trovare bambino

lui ti sta ad aspettar.

Si alza al mattino presto

e alla sera va a dormire

lesto lesto.

È il regno degli animali

quelli con le gambe

quelli con le ali.

La la la la la…

Ogni stagione è una canzone

ogni uccello là nel bosco

sei contento.

Vallo a trovare bambino

Lui ti sta ad spettar,

Vallo a trovare bambino

Lui ti sta ad aspettar.

di Cristiano Varvelli

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